I TATUAGGI DELLA CRIMINALITA’ ORGANIZZATA

Sono ormai noti da tempo i tatuaggi della mafia russa o della Yakuza giapponese, mentre si parla meno dei tatuaggi della criminalità organizzata del nostro Paese.

tattoo realistico tatuato sulla schiena raffigurante una madonna con le mani tesi in avanti per uomo

Ho deciso dunque di scrivere un articolo per chi di voi ha un animo più criminale e desidera conoscere i tattoo dei malavitosi italiani. La maggior parte di questi disegni sono appartenenti ad un genere molto diffuso oggi, che è l’Old School, nato infatti presso marinai, criminali e organizzazioni che sentivano il bisogno di distinguersi dagli altri, ma identificarsi facilmente tra membri delle stesse.

Per comprendere meglio il simbolismo utilizzato dalle organizzazioni criminali italiane, vi racconto dei tatuaggi impressi sulla pelle di un famoso pentito della n’drangeheta, raccontati in un articolo che Il Fatto Quotidiano scrisse nel 2015. Il pentito intervistato spiega di aver tatuato sulla schiena San Michele Arcangelo, santo protettore della ‘ndrangheta e simbolo del primo grado nella cerchia più ristretta dell’organizzazione (definito sgarro).

tatuaggi criminalità organizzata che rappresenta San Michele Arcangelo

Accanto al santo ci sono le torri che rappresentano il carcere di Favignana, dove sono in custodia “i pezzi grossi” dell’organizzazione e simbolo, secondo una leggenda, della fuga dalla Spagna di tre cavalieri, latitanti per delitto d’onore, i quali dopo aver coniato la legge d’onore si separarono e crearono in Sicilia, Campania e Calabria le tre associazioni criminali.
Nel tatuaggio dell’ex malavitoso sono presenti anche due leoni, legati con una catena di ventiquattro anelli, più uno steccato, a formare il numero venticinque, simbolo del Natale, e dimostrazione della religiosità della ‘ndrangheta.
Un altro tatuaggio riportato da Il Fatto Quotidiano raffigura uno scheletro con un pugnale nella mano destra e una bara ai suoi piedi; davanti alla bara c’è un libro mastro aperto sul quale ci sono disegnate una stella e un ferro di cavallo su cui sono incisi tre pugnali incrociati; e ancora, ci sono un calice e un teschio con sopra una candela accesa.
Tutti i simboli di morte vogliono mostrare la partecipazione ad eventi di sangue, mentre gli altri simboli riguardano delle cerimonie dell’organizzazione. Il libro mastro, dunque, racconta la storia dello ‘ndranghetista.
La stella è il simbolo della copiata, ovvero le cinque persone che hanno partecipato al battesimo dell’affiliato. Il ferro di cavallo è simbolo del circolo formato, cioè, il gruppo che partecipa al rituale di affiliazione. La forma circolare tipica del ferro significa protezione da parte del suddetto gruppo, ma anche l’essere accerchiati da esso nel caso lo si tradisca.
Anche i camorristi hanno sempre fatto ricorso all’arte dei tatuaggi come veicolo per esprimere dei simboli, inizialmente solo all’interno del sistema carcerario, successivamente come pratica diffusa presso l’organizzazione. Si usavano scritte, pugnali avvolti dal serpente, solitamente tatuato sul braccio, o la classica gipsy old school. I lettering tattoo più tatuati erano il nome della famiglia a cui si apparteneva o il proprio nome da camorrista. Una scritta molto usata tra i giovanissimi dell’organizzazione del giorno d’oggi invece è Bodo, personaggio dei cartoni animati, contadino di epoca medievale usato dagli insegnanti delle elementari per facilitare l’apprendimento della Storia. Bodo è anche il soprannome di Marco De Micco, un giovane emergente della famiglia Ponticelli, così ammirato dai ragazzi, che si tatuano il suo nome (documentato dai carabinieri dell’antimafia).

tatuaggi criminalità organizzata lettering bodo

Il pugnale significa aver ucciso qualcuno molto presto o la vendetta. Il serpente è invece simbolo di malignità, ma anche un rimando al Cristianesimo, a cui la Camorra è sicuramente molto legata. Infatti, i tatuaggi a tema religioso sono molto usati, e il più diffuso è il rosario, come simbolo di protezione. Un altro tatuaggio dell’organizzazione a tema cattolico è il Sacro cuore di Gesù, ovvero un cuore cinto da una corona di spine. Altri tatuaggi molto usati tra i camorristi sono le cap’e mort (i teschi), per esorcizzare la paura e farsi beffa della morte, le pistole per i più sanguinari, le madonne, e l’asso di bastoni “indossato” dai capi-bastone, cioè i capi-zona o i picchiatori.
Se avete la fortuna di fare un giretto ad Amsterdam sappiate che nel quartiere a luci rosse c’è ancora un negozietto di tattoo che risale all’epoca in cui gli unici clienti del tatuatore erano solo criminali e prostitute, e potete ammirare il tutto nelle vecchie fotografie appese alle pareti che ritraggono gente poco raccomandabile tra le grinfie dell’artista!
Antonella Rapita

 


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