Ofelia - "Decoro e Pulizia" (Ep.2)

ofelia fumetto inkdome episodio 2

Olga, ma questo non è un colloquio di lavoro.
– E come lo chiameresti, sentiamo.
– Una proposta, ecco. Una proposta di collaborazione.
– E da quando le proposte di collaborazione si fanno in jeans e con un maglione di lana bucato addosso. Decoro e pulizia, Ofelia, decoro e pulizia.
– Hai una frase zen per ogni circostanza, Olga.
Olga ed Ofelia entrano ed escono dai camerini di un negozio in centro, con le vetrine autunnali piene di zucche e foglie finte, e i vestiti in esposizione tendenzialmente a tinta unita. Marrone, nero, grigio, bordeaux. Di fronte allo specchio tutte le loro differenze sono evidenti come in quei giochi stampati sulle parole crociate. Trovane dieci e salta a pagina cinque. Olga ha deciso di aiutare Ofelia nella scelta di nuovi abiti per il lavoro.
– È arte, Olga, l’arte possiamo farla anche nudi o con una tuta da operaio blu aperta sulla schiena e i piedi scalzi.
– È così che vuoi proporti negli studi, quindi, è così che andremo a consegnare il tuo portfolio. Senza vestiti.
Per Olga gli abiti giusti per le occasioni giuste sono qualcosa su cui è impossibile sorvolare. Per questo motivo – e per tanti altri motivi che hanno a che fare con la completa sfiducia riservata ad Ofelia nella sua personale scelta dei vestiti – questa mattina ha deciso di farla rotolare giù dal letto, infilarle in bocca tre biscotti di grano saraceno, e spingerla fuori dal portone alla ricerca di qualcosa di nuovo da indossare. I tre requisiti richiesti per l’assunzione a tempo indeterminato dei nuovi vestiti sono professionalità, semplicità e pulizia delle linee.
– Prova questo, questo e poi vediamo, questo.
– C’è qualcosa, in questo negozio, che potrebbe quasi piacermi?
– No.
Ad Ofelia piace quando i tratti del viso di Olga diventano improvvisamente duri, e tutta la sua indecisione si trasforma in una leggerissima rigidità. Le piace quando è lei a decidere per entrambe, le piace farla arrabbiare, le piace mettere l’accento sulle loro diversità e renderla nervosa ed irascibile. Escono dal negozio con degli abiti che passeranno totalmente inosservati, qualcosa che coprirà in modo elegante il corpo di Ofelia, che lascerà che le attenzioni dei tatuatori cadano facilmente sui disegni che ha scelto di mostrare, alla ricerca di uno studio.

-Adesso caffè.

– Adesso caffè.

– Credi che qualcuno vorrà lavorare con me, Olga.

– Forse in molti vorranno lavorare con te, Ofelia.

– Anche se ho dei vestiti anonimi e sembrerò nostra nonna nel dopoguerra.

– Soprattutto se hai dei vestiti anonimi e sembrerai nostra nonna nel dopoguerra.

– Dovremmo tatuare qualcosa insieme, quando tutto questo inizierà. Dovremmo poter avere qualcosa che ci unisce.

Olga sorride. Sa che questa volta, a cedere, sarà proprio lei.

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