Il perché dei tatuaggi dispari

Sono il capitano di una barchetta che si regge a malapena tra i canali paludosi del nord dell’Olanda. E passando tra acque poco limpide e palafitte, mi viene alla mente la storia dell’Olandese volante e del suo capitano, Barent Fokke, storia circolante tra le acque e nota ai marinai.
L’Olandese, la nave fantasma più famosa e temuta nei mari, era così chiamata per le origini del suo capitano, il quale venne condannato a vagare per mare in eterno e senza pace, per aver sfidato il mare stesso. Si racconta che la sua nave fosse la più veloce e quando le acque e i venti infuriavano in tempesta, il capitano spiegava ancor più vele e andava avanti sprezzante del pericolo e della paura. I marinai della sua ciurma che tentarono di fermarlo vennero da lui uccisi.
Sono tante e diverse le versioni della storia di Fokke, ma in una di queste si racconta che forse l’uomo fece un patto con il diavolo. E da lì nacque la sua maledizione: dopo diversi anni passati a sfidare le acque, l’intera nave e chiunque vi fosse a bordo, affondò per risorgere come nave fantasma, con la condanna di non poter mai più fare porto. E non c’è cosa peggiore per un uomo di mare di non poter toccare terra, perché significa non poter riposare mai, non poter dormire, non potersi saziare, dunque non avere mai pace.

tatuaggi dispari storia dei marinai

Ogni uomo di mare conosceva e temeva di subire la sorte della ciurma dell’Olandese, al punto che si guardavano le spalle con l’ossessione di veder comparire la nave fantasma ed essere condannati alla stessa fine. La paura era così grande, ai tempi in cui nacque questa storia, che fu una delle ragioni che condussero marinai e pirati a diventare i primi tatuati del mondo occidentale. Essi copiarono l’usanza dalle popolazioni dei nuovi mondi con cui vennero in contatto, le quali gli insegnarono l’arte magico-religiosa di disegnarsi il corpo. Chiunque partiva a bordo di una nave era solito farsi un primo tatuaggio nel porto di partenza, come buon auspicio e per scongiurare i pericoli del mare. Appena si giungeva nella terra che era la destinazione del viaggio, ci si faceva un altro tatuaggio. Avere un numero di tatuaggi pari significava essere giunti al punto più lontano del viaggio, un vero traguardo, ma la vera sfida era riuscire a tornare a casa. Solo a viaggio terminato si poteva conquistare il diritto ad avere un terzo tatuaggio.

tatuaggi dispari su marinai tatuati sul petto pancia e braccia

Ed è così che nasce la leggenda secondo la quale avere un numero pari di tatuaggi porti sfortuna: significa non riuscire più a tornare, dispersi per mare come il capitano dell’Olandese volante col suo equipaggio. Avere tre tatuaggi significa essere partiti, arrivati e infine aver fatto ritorno. Avere un numero dispari di tatuaggi superiore a tre è simbolo di molti viaggi, molte terre lontane visitate, molte miglia percorse, e una buona dose di fortuna che ci ha sempre permesso di ritrovare la via di casa… in fondo siamo tutti marinai e pirati e, a intervalli, ci perdiamo e attracchiamo in luoghi sicuri nel mare della nostra vita e ciò che portiamo sulla nostra pelle spesso sono esperienze, porta-fortuna, ricordi di terre lontane e vecchi amori in vecchi porti.

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Se il vostro viaggio deve ancora iniziare, ricordatevi di fare il primo tatuaggio, e col tempo si trasformerà nel porto di partenza di un’avventura.
Antonella Rapita

 


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